Questo sito è graficamente più gradevole se visto con un browser (Internet Explorer, Netscape, Opera ecc) che supporta gli standard web, anche se è accessibile con qualsiasi browser o dispositivo internet.

materiale di studio
logo indire

Luce, colore e visione

Dalle ombre al principio di minima azione: gradualità cognitiva e verticalità

Il testo che segue1 vuol dare un esempio di una possibile "traccia cognitiva", esplicitando le tappe successive che possono portare da una problematizzazione dell'esperienza quotidiana, accessibile a chiunque, alla costruzione di conoscenza fisica matematicamente formalizzata. Le tappe, descritte nel seguito nell'ipotesi che il tema venga sviluppato attraverso tutto l'arco scolastico, sono tutte essenziali e pertanto quelle eventualmente non realizzate in precedenza vanno "recuperate", con le opportune variazioni di strategia didattica, nei livelli scolastici successivi.

 

Sin da piccoli tutti i bambini hanno visto "ombre", le loro, quelle di altre persone e quelle di animali e oggetti. Sin da piccoli hanno anche imparato che quando fa freddo, per strada, è meglio camminare "al sole" e quando fa caldo è meglio camminare "all'ombra". Fa dunque parte dell'esperienza sia la visione di ombre, sia la sensazione che si prova stando all'ombra invece che al sole.

Cosa succede a scuola?

Le ombre sono spesso un contesto utilizzato nell'insegnamento della matematica per illustrare/applicare concetti o teorie di vario tipo e difficoltà (dallo studio della proporzionalità a quello delle trasformazioni geometriche), a livelli diversi di approfondimento.

Nell'insegnamento scientifico le ombre hanno al più un breve cenno nell'ambito dello studio dell'ottica, sbrigativamente risolto rimandando alla proprietà della luce di propagarsi in linea retta (cosa eventualmente ripetuta senza apprezzabili variazioni dalla scuola elementare alla secondaria superiore).

In entrambi i casi le ombre "scolastiche" generalmente sono solo "ombre che si vedono" e non anche "ombre nelle quali si può stare". Inoltre sono solo "ombre ideali" (senza penombra), il cui studio non consente di capire la stragrande maggioranza delle situazioni reali che possono essere osservate (se si vuole farlo, o se capita di farlo) nell'ambito dell'esperienza quotidiana. Il fenomeno delle ombre è decisamente più ampio e complesso di quanto si considera a scuola e il modo in cui generalmente viene trattato induce spesso un rafforzamento di idee comuni non corrette.

 

Immagine fornita dall'autore

Un bimbo che osserva la sua ombra

 

 


1 Il testo è tratto quasi integralmente dal contributo di Gagliardi M., Grimellini Tomasini N., Testoni A. "Lo sfondo culturale di riferimento: la posizione del gruppo di ricerca"- in Bertacci M. (a cura di) "Scienze: ricerca sul curricolo e innovazione didattica" - Quaderno n° 8 della Collana "Quaderni dei gruppi di ricerca" dell'USR e dell'IRRE Emilia-Romagna, Editrice Tecnodid, 2007

 


AGENZIA SCUOLA © 2008