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Leggere l'ambiente

 

Alcune tappe successive

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Progressivamente l’attenzione si sposterà sui tipi di relazione tra un organismo e l'ambiente, nella loro varietà legata alla diversità degli organismi e sui tipi di relazioni tra le parti e le funzioni che fanno di un organismo un sistema con vari livelli di organizzazione interna.

La modalità olistica di guardare è spontanea nei bambini, che colgono l’ insieme dei fenomeni  nella loro globalità e sono meno abituati a darsi spiegazioni quando i fenomeni riguardano il mondo vivente: vivere è nella essenza stessa di vivente. Da questa modalità si può però passare a poco a poco a guardare l’organismo e l’ambiente in maniera sistemica attraverso un andare e tornare tra le relazioni interne all’organismo e le relazioni con l’ambiente.
Con questa modalità, lo studio di piccoli animali allevati in classe  lascerà spazio alle osservazioni e alle considerazioni dei bambini, per cogliere le loro domande che passeranno dai bisogni alimentari alla morfologia della bocca, alle condizioni ambientali necessarie al movimento, alle possibilità di percepire certe caratteristiche dell’ambiente, alla morfologia del sistema nervoso….. Quelli che erano i bisogni diventano interazioni, scambi di e tra organismi, che hanno caratteristiche biologiche determinate, e l’ambiente; le componenti dell’ambiente diventano fattori ecologici che concorrono a creare condizioni e risorse per mantenere la vita e più forme di vita in uno stesso ambiente. L’esperienza degli allevamenti offre l’occasione per capire quali fattori sono più importanti in relazione a quali organismi. L’esplorazione ripetuta di ambienti permette di  affinare metodi e strumenti per fare rilevazioni qualitative, ma più sistematiche, sulla distribuzione di piante e microfauna all’interno di un ambiente, per riconoscere regolarità, associazioni, relazioni tra fattori fisico-chimici e componenti biologiche. La presenza di fattori antropici sposta l’attenzione sul paesaggio e sulle relazioni tra le caratteristiche di un territorio e caratteristiche culturali, sia locali che nazionali, di cui si possono  ricostruire cambiamenti nel corso della storia. 
Occuparsi in modo approfondito dell’ambiente urbano (del proprio quartiere ad esempio)  può rendere evidente ai bambini l’idea di sistema, perché l’intreccio tra componenti, i livelli di organizzazione, il flusso di beni, le regole necessarie al funzionamento, risultano  accessibili all’indagine e anche  note ai bambini 1. Inoltre è  probabile che si possa fare ragionamenti e speculazioni su fatti/fenomeni che preparano cambiamenti (positivi o negativi), fatti/fenomeni che mostrano le conseguenze di un cambiamento in atto o avvenuto nel sistema e su fattori di resistenza conservazione, di riparazione e di accelerazione. La proposta di analizzare la scuola come ambiente che ha bisogno di “manutenzione” offre l’opportunità di riflessione su questi meccanismi.

Pur procedendo con un approccio analitico, non si perderanno di vista le connessioni che danno significato allo studio dei diversi aspetti, sia di un ambiente che di un organismo. Per esempio, il muscolo di un vertebrato non appare soltanto un oggetto di studio anatomico ma anche come elemento di movimento in relazione a molte altre parti e funzioni di un organismo: ossa, articolazioni, nervi, respirazione, nutrizione, circolazione, coordinazione ma anche comportamenti nell’ambiente di vita, cioè alla ricerca del cibo, alla riproduzione, a stabilire rapporti di predazione e  di difesa.

 

Note

1 L’esperienza di due classi in quarta e parte della quinta elementare è raccontata in alcuni articoli: Caravita, S. (2006) Organismi e ambiente: sistemi in interazione. Atti del Forum delle Sezioni ANISN “Educazione al futuro: come fare Scienze ai bambini e ai ragazzi”. Napoli, 4-5 marzo 2006. In: Le Scienze Naturali nella scuola, anno XV, (Numero speciale), pp. 23-31; Caravita, S. (2006) Ambiente come intreccio. Cooperazione Educativa, 55 (2), 70-78; Caravita, S. (2007) Da ambiente-luogo ad ambiente-intreccio. Lo sviluppo di un modo di guardare sistemico in ragazzi di scuola elementare. Naturalmente, 20 (1), 48-52.


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