Questo sito è graficamente più gradevole se visto con un browser (Internet Explorer, Netscape, Opera ecc) che supporta gli standard web, anche se è accessibile con qualsiasi browser o dispositivo internet.

materiale di studio
logo Indire

Leggere l'ambiente

 

Quarta e Quinta classe: una messa a punto delle attività didattiche svolte

 

 

 

 

 

 

In giardino

 

giardino

In terza (l’osservazione continuativa richiede per forza un anno intero con uscite frequenti), quarta, quinta, il riconoscimento degli alberi del giardino – ma la realizzazione di un orto, oppure esperienze di semina/germinazione e di coltivazione di piantine in aula offrono le stesse opportunità –  avvia alla classificazione ed introduce ad una prima idea di specie ( come somiglianza fra individui) attraverso l’osservazione di gemme/foglie/fiori/frutti/ semi, il confronto, il disegno dal vero, la discussione.
…..Martina – Ogni pianta ha un proprio tempo per aprire le gemme, non solo piante diverse, ma anche piante “uguali” come nel filare dei carpini, dove due sono ancora spogli e sei hanno aperto le gemme. Anche i due ippocastani, uno solo dei quali ha aperto le gemme, concludo io.
E sottolineo……In giardino abbiamo piante diverse….
Carlo – Sono diverse di razza…..insomma di specie.
Fabio – Vuol dire che il carpino è diverso dall’ ippocastano.
Marta C. – Sono diversi per la forma dell’albero,dei rami, delle foglie, delle gemme,dei fiori, dei frutti, delle dimensioni.
Silvia – Sono diversi anche per l’età. Infatti gli aceri, il tiglio, gli ippocastani sono vecchi, il pruno, l’alloro, i carpini, i tigli nuovi sono giovani.
Ci si avvia poi finalmente  a cogliere l’esistenza delle componenti abiotiche  e delle relazioni dei viventi con esse.
Nel prato tutti notano quattro o cinque pozzanghere e finalmente ci si accorge che in giardino c’è anche…….. il suolo (….al quale gli alberi sono fissati), che in alcuni punti non può più assorbire acqua perché ne è già ”pieno”. In classe, più tardi, qualcuno aggiunge che l’acqua va a riempire i buchini del terreno e quando sono pieni non ce ne sta più e si ferma in superficie. Nessuno ha dubbi sul fatto che gli alberi abbiano bisogno dell’acqua.
I bambini che stanno in controluce rispetto alla superficie delle pozzanghere s’accorgono delle increspature prodotte dall’aria, che non vediamo, ma della quale riconosciamo la presenza. Gli alberi hanno bisogno anche dell’aria, mi dicono, dato che respirano, sono vivi come noi.
Dato che i bambini hanno portato l’attenzione su suolo, acqua e aria, chiedo se gli alberi stabiliscono relazioni anche con altro nel nostro giardino. Alcuni accennano subito alla luce del sole, che oggi è limpida e forte, un bambino aggiunge anche che adesso le ore di luce sono in diminuzione e ne parliamo.


Agenzia Scuola © 2009