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Il processo di dissoluzione e non solo…

 

Introduzione

“Trasformazione” è una parola con una carica semantica incredibilmente ampia. Il concetto ad essa associato è emblematicamente unificante e potrebbe essere costruito a scuola attraverso molte discipline in modo da farne emergere la sua trasversalità. Si pensi alle “trasformazioni” storiche, geografiche, astronomiche, tecnologiche ma anche economiche, sociali, culturali.
Indipendentemente dall’ambito disciplinare al concetto di trasformazione è associato sempre il concetto di tempo. Sono pochissime le trasformazione istantanee, di solito una trasformazione è un processo che avviene nel tempo attraverso un insieme di “azioni correlate o interagenti”. È compito proprio del ricercatore1 individuare e analizzare tali correlazioni allo scopo di individuare modelli interpretativi del fenomeno nel suo complesso.
Nel corso di una trasformazione entrano in gioco molti “attori” ed è solo attraverso la loro correlazione/interazione che gli “elementi in ingresso” diventano “elementi in uscita” diversi. Ogni trasformazione sarà, quindi, caratterizzata sia da specifici “attori” sia da specifici “elementi” che saranno caratteristici di ambiti circoscritti. In ambito scientifico, ad esempio, la carica semantica della parola trasformazione viene ridimensionata o specificando il soggetto della trasformazione, quando si parla, ad esempio, di trasformazioni della materia, oppure attraverso l’aggiunta di aggettivi. Si farà riferimento a trasformazioni biologiche, a trasformazioni geologiche, a trasformazioni chimico/fisiche2.

Noi facciamo esperienza quotidiana della materia e delle sue trasformazioni, da quelle molto semplici, un oggetto bagnato si asciuga anche se fa freddo, un legnetto avvicinato ad una fiamma brucia, a quelle molto complesse, una pianta ben curata cresce o il cibo che ingeriamo subisce modifiche evidenti. Osservare e descrivere dettagliatamente quello che accade e cominciare a riflettere sulle osservazioni è una vera e propria competenza che ogni ragazzo ha bisogno di coltivare. Molti condividono l’idea che tale competenza si va perdendo nel corso degli anni della scuola. Pur essendo molto sviluppata nei bambini della scuola primaria, diventa quasi assente in un giovane che ha concluso il suo percorso scolastico.
Le trasformazioni sono un’eccellente palestra di allenamento per non perdere questa competenza.


Note

1 Non del docente

2 Si utilizza la dizione chimico/fisiche perché, a parere di chi scrive, individuare le differenze tra i due tipi di trasformazioni è un’operazione delicata che richiede una approfondita conoscenza delle tipologie di legami che tengono insieme le particelle delle diverse Sostanze, perché le trasformazioni chimico/fisiche avvengono sempre per rottura di alcuni legami e formazione di altri legami. Per capire la delicatezza della questione proviamo a riflettere sul fatto che anche quando un oggetto fragile si “rompe” alcuni legami si rompono, ma ovviamente non se ne formano altri. E proviamo anche a rispondere ad alcune domande: Quali legami si rompono quando si fratturano pezzetti di sale da cucina oppure quando si lavora un diamante, o ancora quando si spezza la grafite di una matita?

 
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