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Il processo di dissoluzione e non solo…

 

Un esempio di metodo

L’approccio alla trasformazione che si propone in questa sede richiede molto più tempo di quello che di solito si dedica ad attività pratiche, ed anche molta pazienza. Prevede che si coltivi l’abitudine a cogliere i particolari, a cercare, verificare, confrontare situazioni e condizioni diverse, tentare e ritentare utilizzando sostanze diverse, individuare modi per descrivere dal punto di vista quantitativo1, le soluzioni ottenute mescolando quantità diverse di sostanze. Tutto con l’obiettivo non tanto di dare risposte definitive ma piuttosto di individuare domande per ottenere risposte utili a dare un senso a quello che si osserva, e quindi a soddisfare le proprie curiosità.
Un antichissimo ma prestigioso esempio di metodo si ritrova nel brano del De rerum natura di Tito Lucrezio Caro (98 - 55 a.C.). L’autore descrive nel dettaglio i moti del pulviscolo in un raggio di sole e riflette in maniera profonda su ciò che osserva, provando anche a darne una prima giustificazione, ma poi conclude riconoscendo la sua impotenza a darne una spiegazione completa.
"Molti corpi tu vedrai infatti colpiti da urti invisibili,
che cambiano strada, e indietro respinti rimbalzano
di qui di là intorno in tutte le direzioni:
e certo questo moto vagante deriva dai principi della materia.
Prima infatti si muovono di per sé i principi delle cose;
quindi quei corpi che sono dotati di piccoli aggregati,
e quasi vicini all’energie dei primi principi
urtati dai colpi invisibili dei principi si muovono
e a lor turno spingono corpi d’un poco maggiori.
E così, dai principi il moto s’innalza ed emerge
poco per volta fino ai nostri sensi, così si muovono
anche quei corpi, che alla luce del sole possiamo vedere,
mentre direttamente non si manifesta per quali impulsi facciano questo"
.


Note

1 La descrizione di una soluzione dal punto di vista quantitativo è la sua composizione.

 

 

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