Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2006

Storia della Fisica

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Tesine 2001 

Lettura e commento della memoria storica: Thoughts on-rays vibration di M. Faraday (1846)
in M. Faraday, Experimental Researches in Electricity

Daria Leuratti

 

Il contesto

1. IL CONTESTO

E’ a partire dal 1815, al ritorno dal viaggio in Europa in compagnia di Sir Humphry Davy, che Faraday inizia a tempo pieno la sua attività di ricercatore, come assistente di laboratorio e sovrintendente dell’apparato, riconoscimenti che Davy gli conferisce anche come imbarazzato compenso.. per averlo assistito nel viaggio in qualità di domestico.
Fin da giovane Michael Faraday aveva prestato particolare attenzione al problema dell’elettricità : dalle letture fatte come giovane apprendista rilegatore aveva scoperto che l’elettricità era un fenomeno ancora enigmatico e , da buon sandemanista, sembra si fosse sentito chiamato alla soluzione del problema. I fenomeni eclatanti che venivano portati nelle conferenze pubbliche alla fine del ‘700 avevano contagiato infatti persino il dotto John Wesley, fondatore della chiesa metodista,che, dopo avere avuto occasione di conoscere il galvanismo negli anni trascorsi a Oxford , era arrivato a dire “ l’elettricità è l’anima dell’universo”. Dalla chiesa metodista aveva preso ispirazione la setta evangelista di Robert Sandeman, a cui apparteneva tutta la famiglia di Faraday. E’ un periodo storico di grandi cambiamenti : la rivoluzione industriale sta aprendo strade nuove e si diffondono testi di divulgazione che il giovane Faraday ha occasione di leggere gratuitamente. Non fu dunque un caso se la prima lezione presentata dal giovane Michael, diciannovenne, partecipando a un gruppo di discussione di giovani lavoratori a casa dell’insegnante di scienze John Tatum, fu proprio un’ introduzione al tema dell’elettricità. In quegli anni gli esperimenti di Galvani, la costruzione della pila voltaica comunicata da Volta nel 1800 alla Royal Society londinese e presto messa in pratica e utilizzata dallo stesso Davy, sono successi eccezionali. Davy per le scoperte realizzate tramite la costruzione di potenti pile voltaiche aveva ottenuto da Napoleone, sebbene in guerra con l’Inghilterra, il prestigioso premio Bonaparte dell’Institut de France.
Fu l’esperienza storica di Oersted nel 1819,con la scoperta della deviazione di un ago magnetico in prossimità di un conduttore collegato ad una pila voltaica, a guidare tutta la attività successiva di Faraday e la sua speculazione teorica.
Si è discusso a lungo sull’adesione di Oersted alla Naturphilosophie tedesca , quel movimento culturale che ricercava l’unità della natura in tutti i suoi aspetti e che da un punto di vista scientifico, portava alla convinzione dell’unità di tutte le forze fisiche. La convinzione profonda di Oersted di un legame tra elettricità e magnetismo, principio guida delle sue ricerche, è un esempio del ruolo euristico della metafisica per la fisica, ovvero di come convinzioni profonde dell’uomo scienziato siano la molla determinante di ricerche e scoperte.
La scoperta di Oersted , apparve “casuale” e criticata per questo. In realtà fu il frutto di anni di ricerche, di un lungo processo di affinamento sperimentale e può essere, se mai, vista come esempio di quella “serendipity” di cui si possono vantare molti ricercatori.
Nel 1821 Faraday ebbe l’incarico di fare per la rivista Annals of Philosophy una rassegna storica dello stato degli esperimenti e teorie successive all’esperienza di Oersted.
La energia con cui Faraday si applicò a ripetere l’esperienza di Oersted e a cercarne una interpretazione al di fuori del paradigma dell’azione a distanza, (in contrasto con Ampere e la fisica francese), è stata vista come un’ adesione dello stesso Faraday ad ambienti della Naturphilosophie, magari maturata nel suo viaggio in Europa attraverso la mediazione di Davy. La formazione religiosa e culturale di Faraday lo spingevano comunque, come si è visto, in quella direzione, alla ricerca di una spiegazione originale dei nuovi fenomeni, quasi come una chiamata personale.

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