Tesine 2001
Lettura
e commento della memoria storica: Thoughts on-rays vibration
di M. Faraday (1846)
in M. Faraday, Experimental Researches in Electricity
Daria Leuratti
| Il
contesto |
1. IL CONTESTO
E’ a partire
dal 1815, al ritorno dal viaggio in Europa in compagnia
di Sir Humphry Davy, che Faraday inizia a tempo pieno
la sua attività di ricercatore, come assistente
di laboratorio e sovrintendente dell’apparato, riconoscimenti
che Davy gli conferisce anche come imbarazzato compenso..
per averlo assistito nel viaggio in qualità di
domestico.
Fin da giovane Michael Faraday aveva prestato particolare
attenzione al problema dell’elettricità : dalle
letture fatte come giovane apprendista rilegatore aveva
scoperto che l’elettricità era un fenomeno ancora
enigmatico e , da buon sandemanista, sembra si fosse
sentito chiamato alla soluzione del problema. I fenomeni
eclatanti che venivano portati nelle conferenze pubbliche
alla fine del ‘700 avevano contagiato infatti persino
il dotto John Wesley, fondatore della chiesa metodista,che,
dopo avere avuto occasione di conoscere il galvanismo
negli anni trascorsi a Oxford , era arrivato a dire
“ l’elettricità è l’anima dell’universo”.
Dalla chiesa metodista aveva preso ispirazione la setta
evangelista di Robert Sandeman, a cui apparteneva tutta
la famiglia di Faraday. E’ un periodo storico di grandi
cambiamenti : la rivoluzione industriale sta aprendo
strade nuove e si diffondono testi di divulgazione che
il giovane Faraday ha occasione di leggere gratuitamente.
Non fu dunque un caso se la prima lezione presentata
dal giovane Michael, diciannovenne, partecipando a un
gruppo di discussione di giovani lavoratori a casa dell’insegnante
di scienze John Tatum, fu proprio un’ introduzione al
tema dell’elettricità. In quegli anni gli esperimenti
di Galvani, la costruzione della pila voltaica comunicata
da Volta nel 1800 alla Royal Society londinese e presto
messa in pratica e utilizzata dallo stesso Davy, sono
successi eccezionali. Davy per le scoperte realizzate
tramite la costruzione di potenti pile voltaiche aveva
ottenuto da Napoleone, sebbene in guerra con l’Inghilterra,
il prestigioso premio Bonaparte dell’Institut de France.
Fu l’esperienza storica di Oersted nel 1819,con la scoperta
della deviazione di un ago magnetico in prossimità
di un conduttore collegato ad una pila voltaica, a guidare
tutta la attività successiva di Faraday e la
sua speculazione teorica.
Si è discusso a lungo sull’adesione di Oersted
alla Naturphilosophie tedesca , quel movimento culturale
che ricercava l’unità della natura in tutti i
suoi aspetti e che da un punto di vista scientifico,
portava alla convinzione dell’unità di tutte
le forze fisiche. La convinzione profonda di Oersted
di un legame tra elettricità e magnetismo, principio
guida delle sue ricerche, è un esempio del ruolo
euristico della metafisica per la fisica, ovvero di
come convinzioni profonde dell’uomo scienziato siano
la molla determinante di ricerche e scoperte.
La scoperta di Oersted , apparve “casuale” e criticata
per questo. In realtà fu il frutto di anni di
ricerche, di un lungo processo di affinamento sperimentale
e può essere, se mai, vista come esempio di quella
“serendipity” di cui si possono vantare molti ricercatori.
Nel 1821 Faraday ebbe l’incarico di fare per la rivista
Annals of Philosophy una rassegna storica dello stato
degli esperimenti e teorie successive all’esperienza
di Oersted.
La energia con cui Faraday si applicò a ripetere
l’esperienza di Oersted e a cercarne una interpretazione
al di fuori del paradigma dell’azione a distanza, (in
contrasto con Ampere e la fisica francese), è
stata vista come un’ adesione dello stesso Faraday ad
ambienti della Naturphilosophie, magari maturata nel
suo viaggio in Europa attraverso la mediazione di Davy.
La formazione religiosa e culturale di Faraday lo spingevano
comunque, come si è visto, in quella direzione,
alla ricerca di una spiegazione originale dei nuovi
fenomeni, quasi come una chiamata personale.
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