|
1. Il primo problema di Roberto Roberto vuole recarsi a Piacenza per incontrare un amico che,
proveniente da Chiasso e diretto a Cremona, sosterà nella
stazione per circa un’ora. Per convincere il padre afferma
che l’esperienza gli serve per capire meglio la Cinematica,
argomento su cui deve essere interrogato il giorno dopo. Osservando l’indice grafico dell’orario ferroviario (fig.1.1) decide di poter considerare il percorso Bologna-Piacenza rettilineo e questo gli semplifica la vita, perchè in un moto unidimensionale basta assumere un punto-origine come riferimento. Come origine del moto assume la stazione di Bologna. |

|
Ritiene lecite entrambe le approssimazioni, poichè le
effettive deviazioni da un percorso rettilineo, inevitabili in una
linea ferroviaria, possono essere trascurate se rapportate alla
lunghezza del percorso (circa 150 km); per lo stesso motivo
considera valida la scelta di approssimare l’intera stazione
di Bologna a un punto (origine). |

|
Roberto passa quindi a consultare la tabella oraria dei treni della linea Milano-Roma. Poichè l’amico può fermarsi a Piacenza solo dalle 17.30 alle 18.30, decide di partire da Bologna con l’IR delle 15.38 e di rientrare da Piacenza con l’IC delle 18.42 (costa un po’ di più, ma ha promesso al padre di essere di ritorno per cena). |
| t (h.m.) |
BO | MO | RE | PR | Fi- denza |
Fioren- zuola |
PC |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| → | 15.38 | 15.59- 16.01 |
16.14- 16.16 |
16.31- 16.33 |
16.44- 16.45 |
16.54 | 17.06 |
| ← | 19.58 | -- | -- | -- | -- | -- | 18.42 |
| s (km) |
0 | 37 | 62 | 90 | 147 |
Per descrivere il suo moto costruisce il grafico s(t) dello spostamento (distanza della sua posizione dall’origine del sistema di riferimento) in funzione del tempo (fig.1.3). Trattandosi di un moto reale e quindi complesso assume:
di considerare il moto fra una stazione e l’altra come uniforme (velocità costante), trascurando le inevitabili variazioni dovute alle caratteristiche del percorso;
di trascurare il rallentamento all’entrata delle stazioni e l’accelerazione alla partenza, perchè di durata trascurabile rispetto alla durata del viaggio fra una stazione e l’altra;
di trascurare, per lo stesso motivo, il tempo di fermata (massimo due minuti) nelle stazioni;
di schematizzare se stesso (con il treno) con un punto materiale in movimento. Il Prof. non dice che un oggetto si rappresenta con un punto materiale quando le sue dimensioni sono trascurabili rispetto allo spazio in cui si trova?
Suppone inoltre che il treno sia in orario e rispetti i tempi previsti (forse è l’ipotesi più azzardata!).
Assume come origine dei tempi l’istante in cui parte da Bologna.

|
Dal grafico ricava:
Ma il treno al ritorno non effettua fermate e quindi 7 minuti
vengono recuperati per questo motivo; se ricalcola la velocità
media di crociera all’andata, tenendo conto delle soste,si
ricava che l’IR viaggia circa alla stessa velocità
dell’IC. Questo risultato toglie l’illusione che quando si viaggia
sull’IC si "va più forte" che con l’IR. La
velocità di crociera quindi più che al mezzo di trasporto
è vincolata alle condizioni della linea ferroviaria (abitati
attraversati, manutenzione, traffico, ecc...). Se calcoliamo le velocità medie nei singoli tratti del percorso:
vediamo che considerare il moto uniforme su tutto il percorso (escluse le fermate) è stata un’approssimazione corretta. Nel ritorno (senza fermate), nell’ipotesi del moto
uniforme con velocità v = 32,2 m/s, possiamo anche prevedere la
posizione del treno (distanza dall’origine = s) in ogni
istante, nota la legge oraria del moto
uniforme: |