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Il Piano ISS

 

Il piano ISS

Una risposta alle esigenze di formazione in servizio

immagine copertina piano iss

Nel febbraio 2005, in occasione della Conferenza di Servizio promossa dal MIUR sugli esiti dell’indagine OCSE-PISA, emerse nettamente la criticità nel livello degli apprendimenti scientifici conseguiti nella scuola italiana. Il segnale che scaturì fu tanto preoccupante che il Ministero decise di formare specifici gruppi regionali con il compito di fronteggiare il problema. È in questo contesto che ha avuto inizio il Piano ISS – Insegnare Scienze Sperimentali, proposto dall’Associazione per l’Inse­gnamento della Fisica (A.I.F.), dall’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN), dalla Divisione Didattica della Società Chimica Italiana (DD/SCI), dal Museo “Leonardo da Vinci” di Milano, da Città della Scienza di Napoli e promosso dal Dipartimento Istruzione del MIUR con il fine di realizzare un miglioramento della professionalità docente nell’insegnamento delle materie scientifiche1.


L’esperienza delle Associazioni, dei Musei e della ricerca universitaria sulla didattica ha individuato una strada innovativa per la formazione e l’aggiornamento in servizio dei docenti, legando il loro sviluppo professionale all’innovazione nelle classi e coinvolgendoli in un processo collaborativo, supportato da esperti e dal riferimento continuo alla comunità.
Il Piano ISS si caratterizza per la creazione di presìdi territoriali animati da docenti-tutor i quali, in tutte le regioni, con il supporto degli USR e delle Istituzioni coinvolte, promuovono iniziative in scuole e reti di scuole, mantenendo il raccordo con il livello nazionale, sia attraverso incontri in presenza sia con attività in ambiente on-line.

Il modello di formazione in servizio adottato da ISS si riferisce ai principi della ricerca/azione e pertanto parte da alcuni assunti:

  • la crescita professionale dei docenti è legata alla sperimentazione di pratiche condivise, tese a migliorare il processo di insegnamento/apprendimento. Tali pratiche sono caratterizzate da elementi che connotano fortemente il Piano, quali: la verticalità, la didattica laboratoriale, la trasversalità, l’attenzione alla ricerca in didattica delle discipline e ai modi apprendere;
  • l’analisi e la riflessione coinvolgono tutti i soggetti (docenti, docenti-tutor dei presìdi, studenti, ricercatori, persone delle Associazioni, dei Musei, degli USR e del Ministero) e permettono di condividere la pianificazione, la realizzazione e la valutazione delle azioni, sia a livello locale che a livello nazionale;
  • poiché l’attività dei presìdi e dei docenti-tutor incide direttamente sulla realtà dell’insegnamento/apprendimento, essa può attivare processi di cambiamento su più vasta scala: in prospettiva è in grado di coinvolgere altri docenti e scuole e, quindi, di rivolgersi con proposte validate all’intero sistema scolastico.

Questo modello, nonostante alcune difficoltà di applicazione che evidenziano gli elementi critici del sistema su cui va ad incidere, è stato particolarmente apprezzato dalla maggior parte dei docenti-tutor. Essi hanno sottolineato in diverse occasioni (negli interventi ai Seminari, nei questionari e nelle interviste) i punti di forza del Piano:

  • la valorizzazione delle esperienze che partono dalla scuola, in luogo della riproduzione di proposte “preconfezionate”;
  • il confronto sistematico tra insegnanti di diversi livelli scolastici e con differenti esperienze di insegnamento, a livello di singolo presidio, di singola Regione, dell’intero territorio nazionale;
  •  la possibilità di condividere scelte e di “aggiustare il tiro in itinere”, riconoscendosi in un processo di continuo adattamento delle proposte didattiche alle esigenze degli studenti che emergono nel corso dell’attività in classe.

Note

1 Il «Documento di Base» illustra estesamente gli intenti del Piano; assieme al «Protocollo d’Intesa» siglato tra il MIUR, le Associazioni e i Musei citati, esso è pubblicato nel fascicolo: Insegnare Scienze sperimentali, MIUR - D. G. Comunicazione, Roma 2006, reperibile all’indirizzo web http://archivio.pubblica.istruzione.it/docenti/allegati/piano_iss_06.pdf

 

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