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Il Piano ISS

 

Il modello formativo

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L’attività tra pari dei docenti-tutor nei presìdi offre modelli per interventi nelle classi di tutte le scuole coinvolte.
In un tipico scenario, l’insegnante permette che le idee crescano e si precisino durante il processo ed egli stesso modifica l’azione attraverso l’analisi dei risultati e il confronto continuo nel presidio. L’obiettivo è quello di affrontare i problemi attraverso strade articolate e flessibili: l’attenzione si focalizza volta a volta – nel progettare l’intervento – su un numero definito di aspetti, ma si muove comunque senza ignorare il fatto che, nella situazione reale, i vari aspetti non sono separabili.
Il processo misura i propri risultati non soltanto in confronto ai progressi conoscitivi degli studenti, ma anche in relazione alla crescita di consapevolezza degli insegnanti, al loro coinvolgimento, ai progressi che essi fanno nell’osservare e documentare l’attività, al loro riconoscere la necessità di (ri)studiare esplicitamente e approfondire singoli contenuti, ecc. La discussione nella comunità e il confronto con gli esperti permettono, periodicamente, di rivedere ed affinare le ipotesi sulla base dei risultati ottenuti.

Il modello formativo sotteso al Piano è correlato ad una precisa idea di educazione scientifica quale elemento fondamentale della cultura del cittadino e si caratterizza attraverso alcune scelte:

  • propone ai docenti di superare l’autoreferenzialità per riflettere sulla propria pratica didattica;
  • contrasta la pratica di una formazione in servizio basata sulla semplice riproposizione di quanto trasmesso da “esperti”;
  • colloca l’insegnante in una comunità di pratiche che indirizza, supporta e condivide la sua ricerca/azione;
  • richiede che siano gli insegnanti – supportati da ricercatori ed esperti – a scegliere temi, percorsi di apprendimento, strumenti didattici adeguati alla loro situazione scolastica e, nello stesso tempo, strettamente funzionali alla verticalità-continuità, riferiti ai contesti di senso degli studenti, idonei per una didattica laboratoriale;
  • prevede momenti di orientamento, accompagnamento e supporto degli insegnanti, sia in presenza – durante i seminari nazionali e poi localmente nei presidi – sia a distanza con l’ausilio di strumenti telematici;
  • suggerisce l’integrazione tra contesti formali e informali nell’apprendimento;
  • valorizza, per l’insegnante, il ruolo di mediatore attivo fra:
    - le dinamiche cognitive dei ragazzi
    - l’esperienza-conoscenza comune
    - le conoscenze e i linguaggi specifici delle singole discipline;
  • favorisce una sistematica e costruttiva collaborazione con i soggetti e gli Enti (Associazioni, Musei) che partecipano al Piano.
 

 

 

 

 


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