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Leggere l'ambiente

 

Modello di ambiente nelle scienze

Nel sapere scientifico ambiente non è sinonimo di “luogo”, di “sfondo” o di “contenitore” non indica qualcosa di passivo o inerte ma identifica ciò che interagisce, che interferisce, che dà senso  all’evento che è messo al centro dell’indagine, e può al tempo stesso da questo evento essere modificato.
Il termine ambiente si trova in molte discipline, ad esempio in Fisiologia si parla di ambiente interno dell’organismo o della cellula; in Chimica o in Fisica occorre definire l’ambiente nel quale ha luogo una reazione o un fenomeno; in Scienze della Terra si descrivono ambienti geologici; in Scienze Naturali il concetto di ecosistema ha sostituito quello più generico di ambiente.
In tutti questi diversi contesti d’uso del termine si fa riferimento ad alcuni aspetti che stanno dentro un diverso significato di “ambiente”: vincoli o condizioni (variabili o meno), componenti o fattori, confini (dati o stabiliti), scambi (di materia, di energia, di informazioni) tra un dentro e un fuori. La posizione dell’osservatore, la natura e le relazioni tra le componenti, la qualità e quantità degli scambi, le scale spaziali e temporali di riferimento sono necessariamente definiti in modo specifico rispetto alla fenomenologia studiata. Per costruire la spiegazione di un fenomeno, o per riprodurlo in laboratorio, è necessario definire quelle categorie in modo operativo, capire le regole che mettono in relazione caratteristiche di ambiente (grandezze geometriche, fisiche, chimiche, biologiche) con il fenomeno osservato, con le modalità in cui può avvenire, con i modi in cui si manifesta all’osservatore.
In alcuni casi ci si riferisce al concetto di  sistema.


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