1.8 Il moto del pendolo

Non diamo segni di impazienza dicendo che ormai del pendolo se ne è parlato già dalla Scuola Elementare, che è stato ripreso nella Scuola Media ed è stato anche al centro dell’attenzione per esperienze di laboratorio all’inizio del biennio. Spesso si ritorna su argomenti che abbiamo già trattato per approfondirli e proprio quando crediamo di aver esaurito tutti i dubbi...ricominciamo a porci delle nuove domande.

Che cos’è un pendolo? Possiamo rappresentarlo con un oggetto, sospeso mediante un filo a un gancio; spostato dalla posizione di equilibrio esso comincia ad oscillare, fino a quando, a causa dell’attrito del vincolo e del mezzo, si ferma.

Cosa sappiamo del moto del pendolo? Che è un moto periodico, tanto è vero che lo utilizziamo per le misure di intervalli di tempo, e che il suo periodo dipende dalla lunghezza del filo; possiamo anche già conoscere che T=2π√l/g, dove l è la lunghezza del filo e g l’accelerazione di gravità che, nelle condizioni in cui normalmente operiamo, possiamo considerare costante. Ora, basandoci sulle conoscenze acquisite, riprendiamo lo studio del suo movimento e cerchiamo di definirne le caratteristiche.

Sia data una sferetta , sospesa mediante un filo di lunghezza l ad un gancio (fig.1.36).
Se spostiamo la sferetta dalla posizione di equilibrio, questa si mette ad oscillare intorno a tale posizione. Vogliamo studiare le caratteristiche di questo moto e possibilmente scrivere la legge del moto.


fig.1.36

Per risolvere il problema, supponiamo siano soddisfatte le seguenti condizioni:

Un pendolo ideale con queste caratteristiche prende il nome di Pendolo matematico.


fig.1.37

Quando il pendolo oscilla notiamo che la velocità è massima al centro dell’oscillazione e nulla agli estremi. Il moto si ripete periodicamente, percorrendo avanti e indietro l’arco . Nell’istante t=0 la pallina si trova nel centro di oscillazione O, diretta verso A. In un periodo va da O ad A, poi da A a B, quindi ritorna in O. Nell’istante t si trova in P, soggetta all’accelerazione di gravità g. Scomponiamo g in due componenti: una diretta lungo la tangente in P(a=gsenα) ed una lungo la direzione del filo (gcosα). Logicamente la componente lungo il filo non ci interessa, perché il filo è inestensibile. Se l’arco si può approssimare con la corda, x=PO e senα=x/l.
Otteniamo a=gsenα=-gx/l. Il segno meno dipende dal fatto che a ha verso opposto di x.
Essendo g/l=cost., ne deriva che l’accelerazione della pallina è proporzionale allo spostamento e di segno opposto.
Questa è una caratteristica del moto armonico semplice: quindi nelle condizioni poste il moto del pendolo è un moto armonico semplice.
Confrontando la relazione ottenuta a=-gx/l con la generale a=-ω2x si ottiene la pulsazione del moto del pendolo ω=√g/l e il periodo T=2π/ω=2π√ l/g, che, ci fa piacere verificarlo, coincide con l’espressione che già conoscevamo.
L’equazione del moto è pertanto: x=Rsenωt e nel caso generale x=Rsen(ωt+φ0), dove R è l’ampiezza dell’oscillazione e φ0 la fase iniziale.

Nota: condizione per poter approssimare l’arco alla corda è che senα≈α rad