2.3 Composizione e scomposizione di forze complanari, non applicate nello stesso punto di un corpo rigido

E’ stato dimostrato e l’esperienza insegna che se spostiamo una forza lungo la sua linea d’azione l’effetto non cambia (fig.2.9).

fig.2.9

Questa affermazione ci permette di ricavare la forza risultante di due o più forze complanari.
Per semplicità consideriamo due forze complanari, non parallele F1 e F2. Dopo aver spostato le due forze lungo la loro linea d’azione, fino al punto di convergenza C, possiamo ricavare la forza risultante, applicando la regola nota del parallelogramma (fig.2.10).

fig.2.10

Se le forze sono più di due si procede analogamente componendo le prime due, poi la risultante di queste con la terza e così via.
E se le forze sono parallele?
Consideriamo il caso di due forze parallele e concordi F1 e F2 (fig.2.11).

fig.2.11

Il sistema non cambia se nei punti A e B e lungo la loro congiungente applichiamo due forze uguali e contrarie Fa e Fb. Se compongo F1+Fa e F2+Fb ottengo un sistema di due forze complanari e convergenti equivalente al primo, del quale siamo già in grado di calcolare la forza risultante FR. Da considerazioni sui triangoli simili si determina anche la distanza della direzione della forza FR dalle direzioni di F1 e F2.
Si ottiene FR=F1+F2 e AC:CB=F2:F1 con il punto C interno al segmento AB.
Se le due forze sono parallele e discordi analogamente si ottiene:
FR=F1-F2 e AC:CB=F2:F1 con il punto C esterno al segmento AC, dalla parte della maggiore.

fig.2.12